“CalendART” Dicembre 2016, ecco gli ultimi eventi prima della chiusura dell’anno

Cari lettori,

purtroppo la nostra assenza si è protratta più a lungo del previsto facendoci perdere un mese, quello di novembre, pieno di interessanti attività soprattutto nella laguna. I progetti alle porte sono molti, tra cui un lungo soggiorno a Perth (Western Australia), ma nel frattempo per oggi ci accontentiamo di presentare la nostra rubrica mensile “CalendART”.

Imola, 1 dicembre 2016 – 5 febbraio 2017

Circa 70 opere e 54 gli artisti sono stati scelti per indagare il tema del ritratto in uno spaccato, inedito, di opere realizzate negli ultimi cento anni: la mostra “Volti. Ritratti in Romagna dal primo Novecento ad oggi” si inaugura il 1° dicembre nello spazio Centro Polivalente Gianni Isola a Imola. C’è il volto di Dario Fo scolpito dalla mano visionaria di Ilario Fioravanti, c’è Federico Fellini con il disegno “Il Pataca” e il ritratto della mamma, c’è la preziosa caricatura di Gabriele D’Annunzio militare a Faenza, realizzata dal pittore Achille Calzi, c’è il viso perfetto di marmo di Fulcieri Paolucci De Calboli scolpito da Adolfo Wildt, c’è il piccolo Zeno di ceramica di Bertozzi & Casoni, solo per citarne alcuni. La mostra è un evento culturale dedicato sia alla vicenda delle arti figurative moderne e contemporanee in Romagna, sia a personaggi della storia civile, letteraria, politica e, più largamente sociale e artistica. Curata da Franco Bertoni, organizzata dal DOC (Centro di Documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, la mostra propone una doppia possibilità di lettura: da un lato si gioisce del talento di artisti  – che lungo il percorso di oltre un secolo, si sono cimentati nel ritratto esprimendosi attraverso le più varie tecniche – dall’altro si raccoglie la storia dei personaggi celebri che in Romagna hanno vissuto significativi momenti della loro vita.

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Amalfi, 7 dicembre 2016 – 19 marzo 2017

Giorgio de Chirico è il grande protagonista della mostra “De Chirico. La Ricostruzione” dal  7 dicembre 2016 all’Antico Arsenale di Amalfi, negli spazi da pochissimo riaperti al pubblico del MAG Metamorfosi Art Gallery. Dopo la fortunata mostra dedicata al maestro della pop art americana Andy Warhol, l’Antico Arsenale si apre ad una nuova incursione nel mondo dell’arte moderna, con l’esposizione organizzata da Metamorfosi unitamente alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, con il sostegno del Comune di Amalfi e della Regione Campania. Curata dallo storico Claudio Strinati, la mostra riunisce per l’esposizione un significativo corpus di 13 opere di pittura realizzate nell’ultimo trentennio di vita dell’artista, dal 1948 al 1976, due anni prima della morte avvenuta nel 1978. Un percorso che evidenzia un interessante parallelismo tra il processo di ricostruzione che l’Italia si trova a compiere nel periodo postbellico e la produzione del Maestro dello stesso periodo.

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Torino, 10 dicembre 2016 – 14 gennaio 2017

La Fusion Art Gallery presenta “Bacteria”, mostra personale di Guido Salvini. L’artista torinese che con la sua attuale pratica artistica, utilizza il video, la fotografia, l’installazione e la performance è anche curatore insieme a Manuela Macco del progetto tpa/torinoPERFORMANCEART.  La mostra rientra nel circuito di NEsxT Independent Art Network e fa parte di COLLA, la nuova piattaforma delle gallerie torinesi.

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Milano, 13 – 15 dicembre 2016

Finarte chiude la stagione autunnale delle aste milanesi con un ulteriore appuntamento: giovedì 15 dicembre dalle 18, nella sede di via Brera 8, verrà battuta l’asta di Arte Moderna, Contemporanea e Fotografia, preceduta da un cocktail il giorno di Santa Lucia, martedì 13 dicembre allo stesso orario, sempre nella sede della casa d’aste: un’occasione pensata per dare al tradizionale momento dell’esposizione anche il valore di un appuntamento aperto a tutti i milanesi e agli amici di Finarte proprio alla vigilia delle festività natalizie. Il catalogo include 137 lotti e fra le opere si dà continuità alla presenza di quegli autori che hanno suscitato interesse nell’asta del 9 novembre scorso tra cui Giorgio Griffa, Vincenzo Agnetti, Emilio Tadini, Emilio Isgrò, Giosetta Fioroni. Passando alla Fotografia, rappresentata da un significativo numero di lotti, si segnalano opere di Abbas Kiarostami, Mario Giacomelli, Thomas Struth, Thomas Ruff e un nucleo di fotografie che ritraggono artisti.

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Bologna, 15 dicembre 2016 – 26 febbraio 2017

ONO Arte Contemporanea presenta “Lucienne Bloch: dentro la vita di Frida Kahlo”, una mostra fotografica che racconta non solo l’amicizia tra le due donne,  Frida e Lucienne, ma anche e soprattutto la vita di Frida Kahlo, da un punto di vista intimo e privilegiato. L’amore, la politica e l’arte. Le foto di Lucienne raccontano tutto questo, in modo candido e ravvicinato: Frida sorridente alla mattina, Frida che bacia Diego, Frida che scherza di fronte all’obiettivo. Sono molti i punti che le legano: entrambe artiste, entrambe libere da ogni tipo di briglia sociale, entrambe forti e determinate. Lucienne Bloch, attraverso queste immagini, ci offre l’opportunità di cogliere la vera essenza della Kahlo, quella che solo un rapporto così intimo era in grado di far emergere. Le loro strade si divideranno solo nel 1938, quando Lucienne e Dimitroff (assistente di Rivera che la Bloch sposerà) si trasferiscono in Michigan e Frida torna in Messico, ma la carica di questo rapporto continuerà ad influenzare non solo la vita, ma soprattutto i lavori di queste due grandi artiste. La mostra è composta di 45 fotografie in diversi formati tutte sono vintage print, stampate e firmate da Lucienne Bloch.

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Venezia, 18 dicembre 2016 – 19 marzo 2017 

Lo studio della poliedrica artista veneziana Françoise Calcagno Art Studio è lieto di presentare “The ArtIst Touch”, XI Collettiva dell’Associazione Gruppo Boiler negli spazi espositivi della Galleria sita nel cuore del Ghetto Ebraico di Venezia. Il tatto, senso che domina le prime interazioni dell’essere umano con il mondo circostante. E’ in questo progetto espositivo, a cura di Doina Malanciuc, il principale punto di con-tatto tra gli artisti del Gruppo Boiler e i visitatori della mostra: una mostra tattile, incentrata sulla riscoperta della tridimensionalità dell’opera d’arte, di cui la terza dimensione viene associata all’artista stesso, e sul bisogno di riappropriarsi di un aspetto ormai divenuto sterile nel mondo artistico che è la consistenza tangibile attraverso la quale viene espresso l’impulso artistico. L’idea che si vuole evidenziare con questa esposizione è la rivalutazione di uno dei sensi primordiali dell’essere umano. Diventa dunque essenziale l’esigenza di esporre e predisporre al tatto e alla contaminazione reciproca tra artista e osservatore, le opere. Toccare ed essere toccati, contaminare ed essere contaminati. Ed ecco che IL PUBBLICO è inteso come parte integrante del percorso, allo scopo di abbattere l’invisibile muro che provoca in molti una fruizione sterile dell’opera d’arte. Verrà proposto, quindi, ai visitatori del Françoise Calcagno Art Studio un viaggio sensoriale strettamente legato al tatto, in cui la loro presenza è fondamentale per il completamento dell’opera d’arte e del pensiero dell’artista.

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Milano, 21 dicembre 2016 – 12 marzo 2017

Fondazione Prada apre Osservatorio, un nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Osservatorio sarà un luogo di esplorazione e indagine delle tendenze e delle espressioni della fotografia contemporanea, della costante evoluzione del medium e delle sue connessioni con altre discipline e realtà creative. Gli ambienti, ricostruiti nel secondo dopoguerra a seguito dei bombardamenti che hanno colpito il centro di Milano nel 1943, sono stati sottoposti a un restauro che ha reso disponibile una superficie espositiva di 800 m2 sviluppata su due livelli. La programmazione di Osservatorio si aprirà con la mostra “Give Me Yesterday”, a cura di Francesco Zanot: in un percorso che comprende i lavori di 14 autori italiani e internazionali, il progetto esplora l’uso della fotografia come diario personale in un arco di tempo che va dall’inizio degli anni Duemila a oggi.
In un contesto caratterizzato dalla presenza di dispositivi fotografici e da una circolazione ininterrotta di immagini prodotte e condivise grazie alle piattaforme digitali, una generazione di giovani artisti ha trasformato il diario fotografico in uno strumento di messa in scena della propria quotidianità e dei rituali della vita intima e personale: i fotografi presentati alla mostra sostituiscono l’immediatezza e la spontaneità dello stile documentario con un controllo estremo dello sguardo di chi osserva ed è osservato. Creano così un nuovo diario nel quale si confonde la fotografia istantanea con quella allestita, si imita la catalogazione ripetitiva del web e si usa la componente performativa delle immagini per affermare un’identità individuale o collettiva.

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Le mostre si fermano per la pausa natalizia, noi invece ci ri aggiorneremo con qualche evento prima delle vacanze, rimanete sintonizzati per non perdervi i prossimi post!

 

fonte: http://www.arte.it; http://www.artribune.com

info: www.fondazionecrimola.it | http://www.arteromagna.it | www.mostrefondazioneimola.it; http://www.associazionemetamorfosi.com; http://www.fusionartgallery.net; http://www.finarte.it; http://www.onoarte.com; calcagnoartgallery@gmail.com; http://www.fondazioneprada.org

 

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“CalendART” Novembre 2016, l’inverno di avvicina e le mostre si moltiplicano!

Cari lettori,

novembre è arrivato in un attimo e quasi non ci siamo accorti che è gia tempo della nostra rubrica “CalendART”. L’inverno si avvicina e vedere una bella mostra diventa ancora più piacevole, vediamo cosa ci aspetta in questo mese.

Torino, 3 -6 novembre 2016

Torna nella città dei Savoia Flashback, esempio di sincretismo culturale con 43 gallerie tra le migliori al mondo, e un ricco programma di mostre, incontri, performance musicali, videoproiezioni mostreranno come la vera ricchezza risieda nelle differenze. Il Pala Alpitour Isozakisarà la location di questa fiera d’arte antica e moderna giunta alla sua IV edizione il cui programma proporrà una riflessione su “Un nuovo sincretismo”, ovvero l’incontro fra culture ed epoche diverse, che genera mescolanze, interazioni e fusioni fra elementi culturali eterogenei frutto di grandi migrazioni di popoli o espansioni egemoniche. Sincretismo dunque come progetto antropologico, come un mix di codici che ricombinando le differenze artistiche, sociali, etniche ne mostrano la vera ricchezza.

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Venezia, 3 novembre – 31 dicembre 2016

In occasione della ricorrenza del Cinquantennale dell’alluvione dell’acqua alta del 4 novembre 1966, il Museo Correr ospiterà da oggi la mostra “1966 -2016 dall’Aqua Granda al Mose. Un percorso complesso: risultati e prospettive” con la collaborazione del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Triveneto, il Consorzio Venezia e la Fondazione Musei Civici. L’iniziativa intende fare il punto sul piano delle attività di competenza dello Stato per la salvaguardia di Venezia e della laguna, che ha preso vita all’indomani della grande acqua alta. Partendo dalla rievocazione del 4 novembre 1966, verranno esposti gli interventi realizzati per la difesa ambientale e costiera dell’ecosistema lagunare veneziano e lo stato di avanzamento dei lavori per la costruzione delle barriere mobili del Mose: un “punto” di informazione nel cuore della città sull’opera di difesa oggi in gran parte ultimata. Il racconto si svilupperà attraverso un percorso espositivo che prevede diverse narrazioni: una serie di pannelli illustrativi divisi per sezioni (l’ambiente lagunare; i problemi e gli interventi; le conoscenze acquisite), un modello matematico che simula l’andamento della marea del 4 novembre 1966 con il Mose in funzione e un documentario intitolato “Dalla crisi dell’ecosistema all’impegno dello Stato”.

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Torino, 4 – 6 novembre 2016

Sempre a Torino e per il quinto anno consecutivo sotto la direzione artistica di Sarah Cosulich, Artissima 2016 si mantiene fedele alla propria identità di fiera di sperimentazione e scoperta. Le novità si inseriscono nel segno di un approccio attento all’indagine curatoriale, all’espansione internazionale, alla valorizzazione dei talenti emergenti e all’esplorazione del concetto di performatività. Accanto alle gallerie consolidate nasce una nuova sezione, Dialogue, che presenta progetti specifici e curati con opere di uno o più artisti poste in relazione fra loro. Present Future si espande geograficamente includendo artisti emergenti provenienti da un maggior numero di paesi mentre le giovani gallerie della sezione New Entries sono riunite in una nuova posizione esclusiva all’ingresso della fiera. Back to the Future, dedicata alla riscoperta dei grandi artisti del passato, approfondisce per la prima volta le tendenze artistiche del ventennio 1970-1989 infine Per4m, sezione dedicata alla performance, si evolve in un progetto interamente curato dal collettivo olandese If I Can’t Dance I Don’t Want To Be A Part Of Your Revolution. Per la serie “a volte ritornano”, ritroviamo quest anno In Mostra, il progetto che raccoglie lavori provenienti dalle maggiori collezioni pubbliche e private del Piemonte incentrato sul tema del corpo nell’arte, così come i Walkie Talkies, chiacchierate itineranti fra le opere. Tra le novità spicca What is Experimental, palinsesto di talk che coinvolgerà curatori di spazi no-profit e indipendenti, che vanno a sommarsi agli oltre cinquanta direttori di museo e curatori internazionali coinvolti nell’ampia programmazione di Artissima, tra dibattiti, incontri e giurie dei premi.

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Reggio Emilia, 5 novembre 2016 – 14 febbraio 2017

Palazzo Magnani propone per l’inizio del mese “Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno”, una spettacolare e ampia indagine sul Liberty italiano. Sette sezioni che vedono riunite quasi 300 opere: dipinti, sculture, grafica, progetti architettonici e decorativi, manifesti, ceramiche, selezionatissimi prestiti provenienti dai più importanti Musei italiani e da straordinarie collezioni private. Ogni sezione della mostra – dedicata al dialogo tra le diverse arti – mette in luce l’alternanza tra le due “anime” del Liberty italiano: quella propriamente floreale, che registra la linea fluente e decorativa come marchio distintivo dello stile e quella “modernista”, più inquieta e vicina a influenze europee, e che porterà da lì a poco alle ricerche delle avanguardie e allo sviluppo, in chiave più stilizzata ed essenziale, del linguaggio decorativo. Il filo rosso che le collega è il dialogo tra la linea grafica e la ricerca sul segno, allora alla base della concezione progettuale e formale di ogni opera, sia di quella più propriamente fluente e floreale, sia di quella più severa e moderna. Una chiave inconsueta che rivela, entrando nel vivo del “fare” e nella mente dell’artista, la vera essenza concettuale ed espressiva del Liberty, un movimento, una tendenza e una moda che, a distanza di più di cento anni, non ha ancora esaurito il suo potere seduttivo.

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Ravenna, 6 novembre 2106 – 8 gennaio 2017 

Si inaugura al MAR Museo d’Arte della città di Ravenna, l’esposizione temporanea  “La casa di Nostra Donna” dedicata alla chiesa di Santa Maria in Porto Fuori. L’iniziativa, ideata e curata da Alessandro Volpe in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, vuole riconsegnare alla cittadinanza il ricordo e le immagini della chiesa dal Settecento ai nostri giorni. Santa Maria in Porto Fuori fu distrutta da un bombardamento alleato il 5 novembre del 1944 ma attraverso una ricostruzione virtuale, presentata per la prima volta durante l’esposizione, sarà possibile visitare nuovamente quello straordinario edificio caratterizzato dai magnifici affreschi di scuola riminese del Trecento. Alcune importanti opere pittoriche trecentesche verranno esposte per documentare l’altissima qualità della pittura riminese del Trecento e la colta, sofisticata maniera di Pietro da Rimini in particolare. Completa la mostra  un filmato documentario che raccoglie le testimonianze viventi della chiesa, della sua vita sociale e devozionale e della sua distruzione.

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Venezia, 12 novembre 2016 – 13 marzo 2017

Con oltre novanta opere, “La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba.
Tancredi. Una retrospettiva” è sicuramente una delle più attese esposizioni che sancisce il grande ritorno a Venezia di Tancredi Parmeggiani, tra gli interpreti più originali e intensi della scena artistica italiana della seconda metà del Novecento. Tancredi è stato l’unico artista dopo Jackson Pollock con il quale Peggy Guggenheim stringe un contratto in quanto, come lei stessa disse, “Tancredi, con la sua pittura, crea una nuova filosofia poetica per coloro che non posseggono né telescopi né razzi”. Perciò ne promosse l’opera, facendola conoscere ai grandi musei e collezionisti d’oltreoceano e organizzando alcune mostre, come quella del 1954 proprio a Palazzo Venier dei Leoni.
Partendo da rare prove giovanili di ritratti e autoritratti e dalle prime sperimentazioni su carta del 1950-51, il percorso espositivo documenta, nella sua prima parte, la ricerca prettamente astratta legata alla frammentazione del segno svolta dall’artista feltrino nell’arco degli anni ’50, periodo che segna l’incontro cruciale con Peggy, di cui diventa protégé, e che lo porta ad avere un proprio studio a Palazzo Venier dei Leoni. L’esposizione rappresenta inoltre il ritorno in Italia di una preziosissima selezione di opere donate dalla mecenate ad alcuni celebri musei americani: per la prima volta infatti, verranno esposti capolavori come la Primavera, proveniente dal MoMA di New York e Spazio, Acqua, Natura, Spettacolo, oggi al Brooklyn Museum. La grande retrospettiva non manca di documentare la produzione artistica degli anni ’60, momento di crisi e di completa revisione della propria pittura, a cui Tancredi vuole dare un senso esistenziale e politico. Ed è così che la vena della polemica e della tensione di quegli anni di guerra fredda emergono in “La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba”, frase con cui Tancredi risponde agli innumerevoli conflitti dell’epoca, dal Vietnam alla guerra in Algeria, alla tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica.  La parte conclusiva dell’esposizione è dedicata ai collage-dipinti, eseguiti tra il 1962 e il 1963, i cosiddetti Diari paesani e i Fiori dipinti da me e da altri al 101%, che possono essere definiti la vera rivelazione di questa retrospettiva e che sono da considerarsi esempi di eccezionale vigore creativo e drammatica euforia. Sono queste opere a chiudere lo straordinario percorso, geniale e sregolato, della pittura di Tancredi dedicata alla natura e all’uomo.

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Milano, 16 novembre – 6 dicembre 2016

La galleria milanese Still inaugura il ciclo “Vintage Prints”, una mini-serie di 25 scatti originali che ripercorrono le tappe salienti della carriera fotografica di Piero Gemelli – fotografo, architetto, scultore, direttore artistico e artista completo capace di passare da un progetto all’altro con grande spontaneità – e che ci mostrano quanto il suo lavoro, pur completamente immerso nel mondo della moda e della pubblicità, sia sempre rimasto estraneo a certe convenzioni grazie all’innata eleganza del fotografo. Gemelli nasce a Roma e nel 1983 si trasferisce a Milano, dove inizia a lavorare con le principali testate di moda, in particolare la collaborazione con il mensile Vogue e la sua peculiare cifra stilistica lo portano immediatamente a brillare insieme ai grandi maestri della fotografia di moda.  Le sue composizioni fotografiche, sobrie ed eleganti, sono l’equilibrio esatto tra onirico e reale, dove i soggetti subiscono metamorfosi e trasformazioni, dove gli opposti si contrastano e contemporaneamente si completano. Dal punto di vista estetico e formale sono immagini perfette, essenziali, non unicamente icone pubblicitarie ma vere e proprie opere d’arte che svelano facilmente la formazione dell’artista come anche architetto e scultore. Egli stesso così racconta la propria carriera: “Ho sempre cercato un punto di equilibrio tra la libertà creativa e i limiti racchiusi nelle richieste dei clienti. In questa continua ricerca tra la progettualità dell’architetto e l’anarchia emotiva del creativo, ho sempre trovato il modo di raccontarmi; per fortuna, senza avere mai avuto la sensazione di esserci riuscito fino in fondo, altrimenti il gioco sarebbe già finito”.

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Bologna, 19 novembre 2016 – 14 gennaio 2017

La Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. propone per la prima volta “Motivi Ossei” la personale di Sissi, giovane artista che ha già attirato su di sé e sul suo originalissimo lavoro l’attenzione internazionale. Nata a Bologna nel 1977, oggi l’artista vive e lavora tra l’Italia e Londra portando avanti una ricerca intima e interiore, capace però di straordinarie aperture e di farsi universale toccando corde emozionali condivise. La mostra, a cura di Maura Pozzati, è basata su una grande installazione, un paesaggio di germinazione ossee che comprende opere inedite in ceramica, create appositamente per quest’occasione, ma derivate dall’ultimo lavoro di performance di Sissi, “L’Imbandita”, presentata a Bologna durante l’ultima edizione di Artefiera a Bologna.  Al centro del lavoro di Sissi, nome d’arte dell’artista Daniela Olivieri, c’è da sempre una ricerca sul tema del corpo, intesa sia come superficie su cui sperimentare durante le sue celebri performance, sia come interiorità da indagare negli aspetti indennitari: il continuum della sua opera si sviluppa attraverso diversi mezzi espressivi che includono la performance, l’installazione, la fotografia, il disegno, la pittura e il libro d’artista, ma anche le tecniche della tradizione artigianale italiana. Dopo averle indagate, l’artista prende ora possesso di un altro materiale tipico: la ceramica. Sissi riprende i resti ossei del banchetto della sua ultima performance tenutasi a Bologna, presso l’oratorio di San Filippo Neri per riportarli a nuova vita in un’installazione inedita. La sala principale della galleria diventa quindi il punto di vista privilegiato su un vasto paesaggio di germinazioni ossee, creato attraverso un gruppo di opere realizzate per l’occasione nella storica Bottega Gatti di Faenza.

PH MICHELE ALBERTO SERENI

Milano, 22 novembre 2016 – 5 febbraio 2017

A fine mese prenderà il via a Milano una serie di iniziative per festeggiare i primi 15 anni di attività del Museo di Sant’Eustorgio, nato nel 2001 per volontà del cardinale Carlo Maria Martini. Per l’occasione, sarà inaugurato il nuovo complesso Museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio che unisce, in una sola entità, il Museo Diocesano, il Museo di Sant’Eustorgio, l’omonima basilica e la Cappella PortinariIl fulcro delle celebrazioni sarà l’esposizione de L’Adorazione dei Magi, capolavoro di Albrecht Dürer proveniente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. L’opera riprende uno schema iconografico abbastanza tradizionale: la Vergine mostra il bambino ai tre Magi, che portano in dono oro incenso e mirra, raffigurati di etnie diverse e con tre differenti età. Il maestro tedesco interpreta la scena con fantasia e raffinatezza, mostrando grande originalità sia nella resa espressiva e negli atteggiamenti dei personaggi sia nella definizione degli abiti, degli oggetti e dello sfondo.
Come nelle altre opere eseguite tra il primo e il secondo soggiorno italiano, anche in questa tavola Dürer dimostra una grande attenzione alle rovine classiche, raffigurate in secondo piano, ma anche una predilezione per il paesaggio italiano, visibile sullo sfondo in lontananza. La soluzione dello sfondo, in particolare, sembra anche tener conto della precedente Adorazione dei Magi di Leonardo, che forse l’artista aveva avuto modo di conoscere durante il suo primo soggiorno italiano. Il percorso di visita si concluderà nella basilica di Sant’Eustorgio con l’esposizione del reliquiario, espressione del gusto dell’oreficeria lombarda di inizio Novecento, che conserva le reliquie dei Magi. La tradizione vuole che tale reliquie siano state donate nel IV secolo dall’imperatore di Costantinopoli allo stesso Eustorgio, vescovo di Milano. Esse vennero poi trafugate dagli uomini di Federico Barbarossa nel XII secolo e vennero portate a Colonia, ma il cardinal Ferrari, all’inizio del XX secolo, riuscì a farne restituire una parte. Nella stessa cappella vi è anche il grande sarcofago che, secondo la tradizione, avrebbe conservato i corpi dei Magi durante il trasporto dall’Oriente a Milano.
L’esposizione sarà accompagnata da visite guidate per adulti e bambini, laboratori didattici e da un ricco calendario di iniziative collaterali.

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Milano, 29 novembre  2016 – 5 febbraio 2017

La città festeggia i 90 anni di Arnaldo Pomodoro con una rete di progetti espositivi che ha il suo cuore nella mostra antologica, curata da Ada Masoero in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale.
La mostra racconta il percorso artistico di Pomodoro dal 1955 ad oggi attraverso una selezione dei suoi lavori più significativi, in uno dei luoghi più significativi della storia – antica e recente – di Milano. In Piazzetta Reale sarà esposto, per la prima volta nella sua totalità, il complesso scultoreo The Pietrarubbia Group, un’opera ambientale composta di sei elementi realizzati in un processo aggregativo in progress iniziato nel 1975 e completato nel 2013.

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fonte: http://www.artribune.com; http://www.arte.it

info: http://www.flashback.to.it; http://correr.visitmuve.it/it; http://www.artissima.it; http://www.palazzomagnani.it; www.mar.ra.it;  http://www.guggenheim-venice.it; www.stillfotografia.it; www.maggioregam.com; info.biglietteria@museodiocesano.it; www.palazzorealemilano.it

 

“CalendART” Ottobre 2016, i migliori eventi autunnali in Italia

Cari lettori,

perdonate l’assenza, stiamo ancora cercando di ripartire dopo il lungo periodo di ferie :). La nostra rubrica “CalendART” invece come sempre è immancabile, la stagione autunnale è ripartita e dunque vediamo quali sono le sorprese del mese.

Reggio Emilia, 1 ottobre – 13 novembre 2016

La Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO presenta la personale di Enrico Della Torre, apprezzato a livello nazionale ed internazionale sia come pittore che come incisore.
Il titolo del progetto – “Figuratività dell’Invisibile” – fa riferimento ad una definizione coniata da Vittorio Sereni nella seconda metà degli anni ’70. Un’espressione che, ad oltre trent’anni di distanza, presenta carattere di grande attualità e pertinenza alle opere di recente produzione. Partendo da “Il dato di base, indagato e scomposto (…) che si traspone in una diversa struttura, si articola in altra realtà” (Sereni)Della Torre è giunto ad “una figurazione dell’invisibile navigando tra gli opposti scogli dell’enigma formale e della gratuità dei significati” (Roberto Tassi). In esposizione, una ventina di dipinti di piccole e medie dimensioni oltre ad alcune grandi tele, tutte realizzate dagli anni ’70 ad oggi. Una pittura estremamente calibrata, fatta di linee e di forme geometriche, ma capace di preservare una dimensione umana, una visione interiore in cui il riferimento oggettuale viene integrato dalla memoria e dall’immaginazione, trasportando lo spettatore in un “altrove” mutevole e visionario. La mostra è parte della III edizione della rassegna “In Contemporanea” che vede l’apertura congiunta della stagione espositiva autunnale in sette gallerie d’arte della città, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Reggio Emilia.

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Roma, 1 ottobre – 10 dicembre 2016

Tra gli artisti brasiliani più rinomati, Adriana Varejão è molto nota per la sua riflessione incisiva sulla storia e la cultura del Brasile, come rappresentato nella serie dei suoi dipinti “Maiolica” iniziata nel 1988. Queste opere particolarmente creative simulano gli azulejos ovvero le maioliche dipinte che, attraverso vicissitudini legate al commercio e alla colonizzazione, congiungono il Brasile con il Portogallo. Le grandi opere dell’artista sono realizzate in gesso e pittura a olio su tela. Uno strato generoso di gesso è applicato sul fondo delle tele e poi lasciato ad asciugare. Durante il processo di essiccazione, iniziano ad apparire delle crepe che, come nate da un fenomeno geologico naturale, rendono ogni superficie unica ed irripetibile. I lavori in mostra a Roma pensati appositamente per l’occasione, sono i più grandi dipinti-maiolica che Varejão abbia prodotto finora (180 cm quadrati). I motivi sono resi in sfumature leggere di blu e bianco a seconda dei singoli riferimenti storici, e ingranditi fino al punto in cui iniziano a dissolversi in opulenti gesti astratti. In questa occasione, Varejão è stata invitata a presentare Transbarroco (2014), la sua unica installazione-video multi-canale all’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici, all’interno di Art Club, un progetto a cura di Pier Paolo Pancotto e parte di un’ampia iniziativa culturale intitolata “I giovedì della Villa – Questions d’art”.

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Lugano, 2 ottobre 2016 – 22 gennaio 2017

Il Museo d’arte della Svizzera italiana – in parallelo alla mostra dedicata a Paul Signac (visitabile fino all’8 gennaio 2017) – prosegue la sua riflessione sugli sviluppi della pittura moderna e contemporanea attraverso “Antonio Calderara. Una luce senza ombre”, una retrospettiva a dedicata al maestro della pittura aniconica a cura di Elio Schenini. Grazie a un’accurata indagine critica, si rileva la dimensione atemporale della sua produzione pittorica, parallelamente all’attualità della poetica dell’artista. La mostra comprende quasi 200 opere che permettono di documentare nella sua interezza la singolare traiettoria che questo artista ha disegnato all’interno del panorama artistico italiano del Novecento. L’allestimento vuole evidenziare il valore internazionale della ricerca astratta di Calderara, la quale non conosce molti altri esempi in area italiana per la sua radicalità, ma è perfettamente in sintonia con le coeve esperienze europee che tendono al grado zero della pittura.

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Napoli, 5 – 9 ottobre 2016

Al via nel capoluogo partenopeo la nuova edizione di Artecinema, 21ª edizione del festival internazionale di film sull’arte, a cura di Laura Trisorio. L’inaugurazione avrà luogo mercoledì 5 ottobre alle ore 20.00 al Teatro San Carlo, dal 6 al 9 ottobre invece, le proiezioni proseguiranno al Teatro Augusteo. Per la partecipazione alla serata inaugurale sarà necessario accreditarsi on line sul sito www.teatrosancarlo.it o direttamente presso il botteghino del teatro pagando un diritto di prenotazione di € 7. Con un giorno in più di proiezioni questa edizione è stata ampliata per dare spazio a un maggior numero di film e approfondire nuovi temi: sarà presentata una selezione di documentari sui maggiori artisti, architetti e fotografi degli ultimi cinquant’anni, suddivisi nelle sezioni Arte e Dintorni, Architettura, Fotografia. Il Festival Artecinema conferma inoltre anche quest’anno il suo impegno nel sociale organizzando proiezioni e incontri con i registi:
giovedì 6 ottobre ore 10
talk con i fotogiornalisti Massoud Hossaini e Farzana Wahidy protagonisti del documentario Frame by Frame e con la regista Mo Scarpelli

venerdì 7 ottobre ore 10
proiezione del film Les génies de la Grotte Chauvet in presenza del regista Christian Tran (per gli studenti)
proiezione del film Garden in the Sea presso l’Istituto Penale Minorile di Nitida (per i detenuti)

venerdì 7 ottobre ore 10
workshop con i fotogiornalisti Massoud Hossaini e Farzana Wahidy (per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti)

sabato 8 ottobre ore 10
proiezione del film Garden in the Sea presso la Casa Circondariale di Secondigliano

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Milano, 7 – 9 ottobre 2016

Torna la II edizione di Milano Scultura, l’unica fiera in Italia che indaga in maniera esclusiva il linguaggio delle arti plastiche declinate secondo linguaggi che spaziano da tecniche e materiali più tradizionali – marmo, ceramiche e porcellane, fusioni in bronzo e altri metalli – fino alle installazioni multimediali, ai ready-made, alle evoluzioni della public art. Un progetto che riunisce in uno degli spazi più innovativi della città 30 realtà, tra gallerie, spazi non profit, accademie d’arte e singoli artisti. Gli espositori, selezionati dal direttore artistico Valerio Dehò, interpretano i 1000 mq dell’Ex Locale Cisterne della Fabbrica del Vapore, oggetto di recente restauro, secondo un modello che aggiorna il format della fiera tradizionale: senza la tipica divisione in booth e padiglioni, costruendo un dialogo tra le diverse opere che avvicina l’esperienza di visita a quella di un’esposizione di carattere museale.

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Venezia, 9 ottobre – 10 dicembre 2016

Il Gruppo Boiler torna sulla scena veneziana con la nuova mostra collettiva “Call for Creativity “ presso il Françoise Calcagno Art Studio nel cuore del Ghetto Ebraico di Venezia. A cura di Martina Campese e Giulia Ferrari, la mostra vuole essere un invito nei confronti degli artisti a riflettere sulla propria funzione sociale e culturale, sulla loro capacità di leggere, interpretare e ricreare la realtà che li circonda. Il vernissage avrà inizio alle ore 17.00 presso la sede espositiva nel Campo del Ghetto Nuovo e sarà occasione di incontro e confronto con gli stessi artisti.

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Pordenone, 15 ottobre – 20 novembre 2016

 

Mario De Biasi, scomparso nel 2013, fu per oltre quarant’anni protagonista della fotografia europea soprattutto per la rivista “Epoca”, con instancabile entusiasmo ed eroismo, come nel memorabile reportage sulla rivolta ungherese del 1956. Il settimanale allora diretto da Enzo Biagi, tra il 23 e il 24 ottobre 1956 inviò De Biasi a Budapest, dove rimase, unico fotografo europeo con Erich Lessing, per ore sotto il fuoco dei rivoluzionari, documentando l’ingresso dei carri armati sovietici, i massacri, la rabbia, i morti impiccati nelle strade e il dolore della popolazione. Il risultato di questo breve ma intenso soggiorno è “Mario De Biasi. Budapest 1956”, testimonianza dei fatti che infiammarono la capitale ungherese quell’anno.

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Reggio Emilia, 16 ottobre 2016 – 2 aprile 2017

La mostra “Geometria figurativa” alla Collezione Maramotti, include le opere di nove artisti che possono rappresentare l’astrazione o, ugualmente, astrarre la rappresentazione.
In questa prospettiva, geometria e figurazione sono intrecciate: le forme sfumano, la geometria si piega su se stessa, emergono pattern, mentre la figurazione fa riferimento a corpi nello spazio – corpi che si protendono per poi recedere – così come ai numeri e al loro registro temporale (per esempio il numero dei secondi in un giorno).
Il tempo è anche uno dei temi di questa mostra. Tutte le opere sono dipinte a mano, in alcuni casi wet-into-wet, con diverse applicazioni sulla pittura ancora fresca, per essere completate in una singola seduta. Dato che molti di esse non rivelano il loro contenuto immediatamente ma in modo graduale, esiste un elemento temporale fra l’immagine e la sua ricezione, fra lo spettatore e l’opera. In un periodo in cui a qualsiasi cosa appesa al muro si concede immediatamente lo status di dipinto, in cui ci troviamo davanti a “dipinti” che sono stati realizzati senza pittura, creati con stampanti e scanner, o con l’assistenza della natura, sbiancati dal sole e macchiati dalla pioggia: una pratica pittorica impegnata e pensata che invece di essere scartata come reliquia del passato, diventa presente come mai prima d’ora.

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Milano, 20 ottobre – 6 novembre 2016

Con numerose novità torna anche quest anno “Video Sound ART”, il festival milanese dedicato all’innovazione e all’arte contemporanea diretto da Laura Lamonea e giunto alla sua VI edizione. Realizzato con il sostegno del Comune di Milano, della Regione Lombardia e di Pro Helvetia – fondazione svizzera per la cultura – il festival si svolge con una struttura reticolare che si sviluppa sul territorio cittadino milanese, toccando cinque differenti sedi: l’Institut Français Milano, il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”, Villa Simonetta, il Teatro Franco Parenti, il Museo del Design 1880 -1980. Dopo aver indagato il rapporto tra l’uomo e la mappa in tutte le sue possibili varianti e rappresentazioni, quest anno Video Sound Art abbandona il razionale e guarda all’interruzione del pensiero logico e al perturbante freudiano, sentimento enigmatico, insieme pericoloso e familiare. “TA EROTIKA. Hidden doors” è il tema che sarà indagato da sette artisti internazionali mescolando linguaggi diversi: il video, la scultura, l’installazione e l’azione performativa. Il collasso della ragione di fronte all’oggetto erotico, “Ta erotika” appunto, mentre “Hidden Doors” identifica proprio l’elemento perturbante, lo spaventoso che riaffiora e che invece sarebbe dovuto rimane segreto: l’arte diventa così la via privilegiata di accesso all’evento erotico. Gli artisti conducono lo spettatore all’incontro con l’oggetto d’amore, all’interno di spazi non convenzionali ma che proprio in virtù di quell’atto artistico, e dialogando con esso, acquistano un valore e un significato nuovi. Il festival, che da sempre promuove i linguaggi innovativi e le pratiche di contaminazione creativa, intende favorire lo scambio di competenze tra gli artisti. In questa edizione lo fa anche attraverso un’inedita collaborazione tra lo staff di VSA e 4 degli artisti partecipanti- Ugo la Pietra, Bibi Yamamoto, Nour Awada e Cleo Farinelli – ciascuno dei quali impegnato alla realizzazione di un installazione interattiva prodotta ad hoc per il festival. In collaborazione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado inoltre, verrà presentato anche un articolato programma di concerti – dalle esibizioni di quartetti d’archi a performance di musica antica – che faranno da cornice e contrappunto alle vernici presentate in tutte le sedi del festival.

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Venezia, 21 ottobre – 20 novembre 2016

La Fondazione Bevilacqua La Masa inaugura a fine mese la mostra “Societies on the Move”, creata con gli artisti selezionati durante il concorso Internazionale di Illustrazione e Grafica sociale e composta dai lavori di 40 grafici selezionati tra le 335 proposte arrivate in due mesi di concorso. Lo spostamento di persone e popoli è il fil-rouge della mostra: una forza che mette in discussione la fruizione di risorse e diritti comuni e allo stesso tempo impone una cittadinanza attiva e consapevole. Il rispetto dell’ambiente, le scelte di consumo, le dinamiche produttive e i processi istituzionali fanno da sfondo a un approccio ora serio, ora sarcastico. La selezione portata in mostra presenta sguardi e visioni estremamente diversificate: dai segni grafici concisi e secchi, alla forza del dettaglio; dal dinamismo delle illustrazioni analogiche, all’immediatezza delle grafiche digitali; dall’illustrazione per i più piccoli, a immagini iconiche e complesse. Questi sguardi freschi e inediti guardano al futuro raccontandolo sullo spazio neutro della pagina e caricandolo di propositi, immaginari, denunce ed energie. Le opere dei selezionati verranno stampate su carta FAVINI, nelle linee Crush e Remake. Favini, inoltre, individuerà 12 immagini in modo indipendente dai giudizi della giuria, da utilizzare per la realizzazione di un calendario per l’anno 2017.

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Firenze, 27 – 30 ottobre 2016 

Firenze a fine mese si colora di un’atmosfera magica: arriva infatti la VII edizione di Florence Creativity, la fiera della creatività rivolta a tutti coloro che amano creare, osservare, imparare e a chi vuole trascorrere piacevolmente un po’ del proprio tempo tra colori, materiali e mille idee per regali natalizi particolari e originali. Tessuti e filati da lavorare, l’incanto del decoupage e dello shabby per personalizzare le proprie abitazioni, bijoux da realizzare in modo esclusivo con componenti di qualità…e molto altro ancora! Espositori selezionati proporranno il meglio della loro ricerca nell’ambito della creatività e metteranno a disposizione la loro esperienza con preziosi consigli e con un ricco calendario di dimostrazioni e corsi che renderanno le vostre mani capaci di realizzare ciò che la vostra ispirazione vi suggerisce. Un’esperienza da non dimenticare che sicuramente vi renderà consapevoli delle vostre capacità creative e decorative e arricchirà il vostro bagaglio di emozioni.

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Milano, 27 ottobre 2016 – 27 febbraio 2017

La mostra “Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco” a cura di Anna Lo Bianco, sottolinea le influenze di Rubens sugli artisti italiani più giovani, protagonisti del Barocco, come Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco e Luca Giordano, senza tralasciare nel contempo quelle esercitate sul pittore dall’arte antica e dalla pittura cinquecentesca. Per rendere chiaro e lineare questo tema complesso, l’esposizione si concentra su opere di Rubens assolutamente esemplificative di questi temi, con confronti evidenti tra i suoi dipinti, alcune sculture antiche, alcune opere di grandi pittori rinascimentali e di altri artisti barocchi.

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Un mese ricchissimo di attività davvero da non perdere. Vi ricordiamo che potete trovare tutte le info circa i costi e gli orari dell’evento che più vi interessa tra le nostre info qui in basso, i link sono in ordine di apparizione. A presto con altre recensioni e notizie artistiche!

 

 

fonti: www.artribune.com; http://www.arte.it

info: http://www.duemilanovecento.it; www.gagosian.com; www.masilugano.ch; http://www.artecinema.com; www.stepartfair.com; https://gruppoboiler.wordpress.com; http://www.craf-fvg.it; http://www.collezionemaramotti.org; http://www.videosoundart.com; http://www.bevilacqualamasa.it/home; http://www.florencecreativity.it; http://www.palazzorealemilano.it

 

“CalendART” Settembre 2016, moltissimi gli eventi della nuova stagione museale

Cari lettori,

eccoci puntuali con la nostra rubrica “CalendART”. Settembre è cominciato e con lui anche l’offerta dei migliori musei italiani, ecco gli eventi che abbiamo selezionato per voi

Lugano, 4 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

A un anno dall’inaugurazione del LAC Lugano Arte Cultura e dall’apertura del Museo d’Arte della Svizzera italiana (MASI Lugano), la sua seconda stagione espositiva si è aperta con una riflessione sugli sviluppi del linguaggio pittorico attraverso l’opera di artisti moderni e contemporanei, in particolare Paul Signac con “Paul Signac. Riflessi sull’acqua” a cura di Marina Ferretti Bocquillon, direttore scientifico del Musée des impressionnismes di Giverny e corresponsabile degli Archives Signac. L’esposizione, nata sotto l’alto patronato di Sua Eccellenza René Roudaut, Ambasciatore di Francia in Svizzera,  è stata organizzata in collaborazione con la Fondation de l’Hermitage di Losanna, che ha ospitato l’esposizione all’inizio dell’anno. Saranno presentate oltre centoquaranta opere – fra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni – con l’obiettivo di dare un’esaustiva panoramica sul percorso artistico del pittore attraverso le fasi che più hanno segnato i mutamenti della sua tecnica pittorica, in particolare dal decisivo incontro con Georges Seurat avvenuto nel 1884 a Parigi, dopo il quale Signac abbandona la breve e veloce pennellata impressionista per sperimentare il Pontillisme. Seguendo un percorso cronologico e tematico, le opere esposte rivelano le molteplici sfaccettature di un uomo innamorato del colore e documentano le diverse fasi della sua evoluzione artistica: alla foga impressionista degli esordi si contrappongono così le limpide policromie del divisionismo, il giapponismo audace degli acquerelli – tecnica prediletta da Signac – contrasta con la libertà dei fogli dipinti en plein air, mentre i grandi disegni preparatori a inchiostro di china acquerellato ci rivelano i segreti di composizioni serene, a lungo meditate in studio.

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Venezia, 7 settembre – 7 dicembre 2016

Riprende oggi il ciclo di incontri che la Biblioteca Nazionale Marciana ha voluto dedicare al confronto con l’Altro nella Storia, un tema cruciale per il nostro presente a cui la Storia può offrire spunti di riflessione ed esperienze da cui trarre insegnamento. Le conversazioni degli studiosi ci condurranno a esplorare la percezione dello straniero, a conoscere le vicende reali di convivenza e di contrasto, a ricercare le basi comuni e le divergenze delle diverse culture, affrontando i momenti di incontro nelle storie quotidiane, tra volontà di accoglienza e sentimenti di paura e di rifiuto.
Il ciclo, ideato da Tiziana Plebani (Dipartimento Storia e Didattica della Biblioteca Nazionale Marciana), prevede sette incontri, sempre di mercoledì, e si terrà alla Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a, Venezia).

7 settembre Giuseppina Minchella, Frontiere aperte. Musulmani, ebrei e cristini nella Repubblica di Venezia (secc. XVI-XVII)

21 settembre Vera Costantini, Quando gli stranieri eravamo noi: veneziani nello Stato da Mar (secc. XVI-XVII)

6 ottobre Andrea Zannini, Venezia città aperta. Immigrati, mendicanti, visitatori e grantouristi (secc. XVII-XVIII)

19 ottobre Mario Infelise, Sguardi incrociati (veri o immaginati) tra Europa e Oriente al tempo dei Lumi (sec. XVIII)

3 novembre Piero Lando, Imprenditori e capitali stranieri a Venezia (secc. XIX-inizio XX)

16 novembre Piero Brunello, Foresti, forestieri e stranieri nella Venezia austriaca (sec. XIX)

7 dicembre Tavola rotonda sulla Venezia multiculturale e l’accoglienza degli stranieri

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Milano, 8 – 15 settembre 2016

Una importante e prestigiosa selezione di opere grafiche originali e numerate dell’artista surrealista Salvador Dalì campeggeranno da domani ad Artexpo2016 Milano, un evento esclusivo con ingresso riservato che si terrà nella location espositiva di East End Studios. L’esposizione, patrocinata dalle Ambasciate dei Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Canada, Lettonia e Finlandia proverà a bissare il successo dell’edizione speciale del 2015 con la nuova programmazione e format che vuole invitare addetti ai lavori, collezionisti e amanti dell’arte ad avvicinarsi alla bellezza in un modo diretto e privato. Infatti il concept stesso di ArtExpo2016 Milano è basato sul private viewing come mezzo vincente per fare conoscere ed apprezzare i numerosi artisti selezionati durante l’anno dal team guidato da Melissa Colangelo, curatrice in capo, insieme ad Alan D’Orlando Ceo di Gartam, società londinese che produce l’evento. Le attività saranno accessibili solo tramite presenza in lista contattando l’organizzazione tramite il sito internet dedicato che trovate tra le nostre info. ArtMeet, con ArtExpo2016 Milano, crea un ponte bidirezionale In/Out tra l’Italia ed il mondo e nel 2017 il concept ArtExpo diventerà ancora più internazionale, focalizzandosi su nuove e innovative soluzioni espositive e sul binomio arte e design, durante il Fuorisalone (Milano Design Week).

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Parma, 10 settembre – 11 dicembre 2016

Dal 10 settembre la parmense Fondazione Magnani Rocca ospiterà “Italia Pop. L’arte negli anni del boom”, esposizione composta da circa settanta opere provenienti da importanti istituzioni pubbliche e prestigiose collezioni private. La mostra intende fornire una lettura articolata e innovativa delle vicende che hanno portato alla nascita e alla diffusione di una “via italiana” alla Pop Art, pienamente in sintonia con le analoghe esperienze maturate in ambito internazionale e al tempo stesso linguisticamente autonoma rispetto ai modelli statunitensi ed europei del periodo. Accompagnano le opere pittoriche e scultoree alcuni significativi pezzi di design dell’epoca, oltre a rimandi all’’editoria e alla discografia – che permettono allo spettatore di immergersi appieno nel clima culturale del periodo, momento cruciale di svecchiamento della cultura italiana in chiave internazionale – nonché al confronto diretto con la nuova cultura di massa, analizzata in quegli stessi anni da grandi intellettuali attivi nel nostro paese come Pier Paolo Pasolini o Umberto Eco.

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Pavia, 16 settembre – 18 dicembre 2016 

La stagione espositiva autunnale delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia si aprirà con “Guttuso. La forza delle cose”, mostra dedicata ad uno dei più significativi rappresentanti dell’arte italiana contemporanea. Il progetto, patrocinato dal MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è prodotto e organizzato da ViDi – in collaborazione con il Comune di Pavia, l’Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi e gli Archivi Guttuso – e curato da Fabio Carapezza Guttuso e di Susanna Zatti.  L’esposizione – con oltre cinquanta opere provenienti da prestigiose sedi espositive tra le quali il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private – intende offrire al pubblico una prospettiva inedita e di grande fascino sul percorso artistico del maestro siciliano, studiando la forza delle cose rappresentata nelle opere. Durante la sua carriera Guttuso ha collaborato inoltre con importanti scrittori come Moravia e Vittorini, scultori come Manzù e Moore, poeti come Pasolini e Neruda, registi come De Sica e Visconti, musicisti come Nono e artisti come Picasso. Questi rapporti influenzeranno i suoi lavori e ispireranno non solo dipinti, ma  anche illustrazioni per libri, scenografie teatrali, collaborazioni cinematografiche, sodalizi letterari e politici.
Il percorso della mostra sarà arricchito da una serie di fotografie – in parte inedite – concesse dagli Archivi Guttuso, che permetteranno di approfondire la vita dell’artista, raccontandone abitudini, amicizie e curiosità. Approfondimenti video messi a disposizione da Rai Teche, permetteranno ai visitatori di avvicinarsi ulteriormente all’artista e alla sua opera, ascoltando la sua voce, vedendolo dipingere.

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Rovigo, 17 settembre 2016 – 14 gennaio 2018

Siete pronti a visitare i luoghi “del sentire”? Presto potrete vivere un viaggio assolutamente inedito attraverso i più profondi moti dell’animo. “I Nabis, Gauguin e i pittori italiani d’avanguardia” in un Palazzo Rovella completamente rinnovato, vi porteranno dalla Bretagna alla Laguna veneziana facendovi scoprire suggestivo fascino della semplicità. La mostra documenta con ricchezza di materiali pittorici e grafici la nascita della pittura moderna e la sua straordinaria avventura tra la scuola di Pont-Aven e il movimento dei Nabis, attorno alla figura carismatica di Paul Gauguin prima della sua definitiva partenza per Tahiti e le isole Marchesi. Un percorso di colori e di emozioni: unitario eppure variegato, fitto di storie che sono diventate leggende, anticipatore di tendenze e di mode. Non solo nel campo dell’arte.

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Milano, 20 settembre – 5 novembre 2016

Rivive nelle sale milanesi della galleria AICA | Andrea Ingenito Contemporary Art il mitico periodo della Dolce Vita romana attraverso “Fioroni, Rotella, Schifano. La Dolce Vita dell’arte romana”, tre artisti che in quegli anni brillarono di una luce di cui ancora oggi possiamo ammirare i riverberi. Tre personalità che, in modo diverso, seppero farsi testimoni e portavoce di un periodo dorato che oggi può a pieno titolo definirsi leggendario.
In una Roma ormai ripresasi definitivamente dalla Seconda Guerra Mondiale. Nella capitale confluiscono non solo attori e registi, produttori e maestranze del cinema, ma anche avventurieri e sovrani in esilio, intellettuali e artisti. Tra questi, ai tavolini dei bar di Piazza del Popolo, si confrontano – tra gli altri – Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Alberto Arbasino e Goffredo Parise che, nel 1964, incontra Giosetta Fioroni che inizia ad esporre tele realizzate con colori industriali, alluminio e oro, recanti segni, scritte, simboli, sovrapposti e cancellati. Sono questi lavori, i più importanti del suo percorso artistico, che si ritrovano nella galleria milanese che si pregia di avere con l’artista un rapporto diretto e privilegiato. Unica donna della Scuola di Piazza del Popolo, Giosetta Fioroni inaugura nel 1964 la stagione della Pop Art italiana esponendo alla Biennale di Venezia di quell’anno con i suoi compagni Tano Festa, Franco Angeli e Mario Schifano. Quest’ultimo, dopo essere stato a New York e aver frequentato la factory di Andy Warhol, riversa nei suoi lavori tutta l’esperienza statunitense elaborando a suo modo i temi dei colleghi americani: immagini legate ai media e alla multimedialità ante litteram, fiori, marchi pubblicitari – come quelli celeberrimi di Esso e Coca-Cola – sono tra i suoi soggetti prediletti.
La pubblicità, nella forma del manifesto, diventa anche per Mimmo Rotella la chiave per esprimere al meglio la sua arte: risale alla seconda metà degli anni Cinquanta l’invenzione del décollage, l’applicazione cioè sulla tela di pezzi di manifesti strappati per strada. Di notte Rotella strappa non solo manifesti, ma anche pezzi di lamiera dalle intelaiature delle zone d’affissione del Comune di Roma. In mostra, oltre ai noti décollage, si ammirano anche alcune opere rare pubblicate nel catalogo generale dell’artista curato da Tommaso Trini.

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Ferrara, 24 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

Il 22 aprile 1516 in un’’officina tipografica ferrarese, terminava la stampa dell’’Orlando Furioso, opera simbolo del Rinascimento italiano. Nel quinto centenario la Fondazione Ferrara Arte e il MIBACT celebrano il poema con un’’esposizione che aprirà a Palazzo dei Diamanti a fine settembre. I visitatori si troveranno davanti a una mostra d’’arte che fa dialogare fra loro dipinti, sculture, arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti. A orchestrare questo incanto visivo è un’’idea semplice: restituire l’’universo di immagini che popolavano la mente di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso. I visitatori saranno condotti in un appassionante viaggio nell’’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. A guidarli saranno i capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo da Vinci a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano a Dosso Dossi: creazioni straordinarie che faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell’’Italia delle corti in cui il libro fu concepito.

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Venezia, 28 settembre 2016

Alla fine del 1940, in una Londra piagata dai bombardamenti tedeschi, la futura regina Elisabetta salutava i suoi sudditi augurando “good night and good luck to you all”. Tra i cittadini era infatti un detto comune, in un periodo in cui la vita era una roulette russa. Ed Murrow, allora reporter di guerra americano, ne rimase colpito e ne fece uno dei suoi “slogan” più noti. La lunga crisi globale che stiamo vivendo, per alcuni la fine di un’era, sembra priva di una soluzione. Il mondo sta cambiando davanti ai nostri occhi a una velocità inimmaginabile fino a pochi anni fa e in fin dei conti non è così bello come pensavamo. A partire da questi interrogativi, le curatrici hanno avviato una serie di ricerche basate sull’idea che, oggi, il management del visuale costituisce una forma di potere. Attraverso lo studio di artisti come Hito Steyerl e Trevor Paglen, si è sviluppato un percorso che affronta alcuni dei temi portati alla ribalta dai recenti eventi internazionali. “Good Night and Good Luck” è anche una riflessione sulle potenzialità dell’arte in un periodo storico dove la libertà di espressione è tornata ad essere oggetto di dibattito, sulle pratiche di coinvolgimento e collaborazione orizzontale, sul ruolo dei collettivi e sulla possibilità di impiegare l’ironia come uno strumento di resistenza.
La mostra inaugurerà presso gli spazi della A plus A Gallery di Venezia e coniugherà il lavoro di alcuni artisti internazionali scelti dalle curatrici del corso, tra cui alcune opere inedite di The Cool Couple.

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info: www.masilugano.ch; http://marciana.venezia.sbn.it; http://www.artexpo2016.com; http://www.magnanirocca.it/; http://www.scuderiepavia.com; info@palazzoroverella.com; http://www.ai-ca.com; http://www.palazzodiamanti.it; http://www.aplusa.it

fonte: http://www.arte.it

“Freedom as Form” sorprende alla milanese Wunderkammern

Cari lettori,

siamo quasi alla fine di questo primo mese d’estate, come sempre ricchissimo di impegni, ma non per questo gli eventi scarseggiano, anzi!

Avevamo già parlato (qui) della galleria milanese Wunderkammern e oggi vogliamo tornare in argomento raccontandovi della prima mostra collettiva,“Freedom as Form”, che ospiterà a partire da mercoledì 29 giugno.

Il tema è chiaramente la libertà, vista come uno dei principi più importanti per l’umanità. Mutevole nei suoi confini a seconda del periodo storico o delle differenti culture, il concetto di libertà innesca temi complessi e in primis la relazione tra l’individualità e l’identità del gruppo. Con i loro lavori, BR1, Alexis Diaz, Eron e Faith47 esplorano questi aspetti attraverso la loro ricerca artistica, dando appunto “forma alla libertà”.

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Per chi ancora non li conoscesse, ecco qualche accenno sugli artisti partecipanti.

BR1 nasce a Locri nel 1984 ma vive e lavora a Torino. Privilegiando interventi spontanei creati nello spazio pubblico, è solito affrontare temi sociali come l’immigrazione, la discriminazione di genere, le tensioni tra modernità e tradizione, l’impatto del sistema capitalistico su altre culture e società.

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Alexis Diaz, portoricano classe 1982, ha sviluppato una tecnica pittorica minuziosa e precisissima attraverso la quale realizza creature chimeriche in fase di metamorfosi. Combinazioni di animali, forme organiche ed elementi naturali, tutti liberamente ispirate all’ecosistema del suo luogo di lavoro.

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Eron, il più “maturo” del gruppo e riminese di nascita, è considerato uno dei più importanti artisti di Graffiti italiani e un pioniere nella scena del Writing. Grazie alla sapiente padronanza dello spray, l’artista crea un delicato sfumato capace di conferire alle opere un effetto visivo incorporeo ed evocativo.

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Faith47, unica donna del gruppo originaria di Città del Capo, è un’artista di talento riconosciuta a livello internazionale la cui produzione si alterna tra interventi outdoor e opere in studio. All’interno della mostra presenterà le nuove opere della serie 7.83 HZ Frequency, centrata sul tema della natura umana, della sensibilità e delle relazioni intime.

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“Freedom as Form”. Mostra collettiva a cura di Giovanni Pizzuto con saggio critico di Antonella di Lullo.

Galleria Wunderkammern, Milano. Dal 29 giugno al 10 agosto. Aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

 

fonte: http://www.artribune.com

info: www.wunderkammern.net

“CalendART” Giugno 2016, grandi eventi e festival per una ricca estate

Cari lettori,

dopo un periodo intenso di attività a fine maggio siamo pronti a ripartire con la nostra rubrica “CalendART”, ora che l’estate si apre vediamo quali grandi eventi artistici e non ci aspettano.

Roma, 2 giugno – 24 luglio 2016

Si inaugura all’inizio del mese negli spazi de La Pelanda al MACRO Testaccio, “Lasciami entrare” di Alessandro Valeri, una mostra in cui fotografia e pittura accompagnano una grande installazione di matite spezzate e oggetti sospesi, immerse in un’opera di sound-design.  L’esposizione rappresenta il terzo appuntamento del progetto Sepphoris, nato per sostenere le attività di un luogo speciale per la diversità culturale e religiosa.
L’intento di Valeri è quello di aiutare, di dare un contributo, ed è per questo che utilizza la sua arte in una serie di eventi con lo scopo di raccogliere fondi e dare visibilità a quel luogo di comunione, condivisione e solidarietà rappresentata dall’istituto. La mostra racconta ora, in una nuova dimensione narrativa, le storie e le esistenze dei bambini di Tzippori in Galilea nel loro mondo fatto di sogni e speranze.

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Venezia, 3 – 12 giugno 2016

Il Museo Nazionale di Villa Pisani ospita questo mese una doppia mostra personale, quella dello spagnolo Ricardo Asensio intitolata ” La materia, la Luce” e “La Trasparenza dell’Icona”della colombiana Caty Cucalon. Nella sala 1 la materia – anzi, la poli-materia – viene trasmessa da Asensio attraverso le sue tele: superfici rilevate, animate, dinamiche in cui la profondità cosmica viene evocata da masse cromatiche dotate di una loro intrinseca luminosità grazie all’utilizzo di oro, argento e rame. Nella sala 2 invece attraverso le otto opere di Cucalon vediamo pian piano prendere la fascinazione di una grande avventura. Un gioco sublime e avvincente, il gioco insieme dell’arte e della vita, al quale la giovane artista colombiana non si sottrae nemmeno un istante come tutte le opere della mostra variamente attestano, per raffinata abilità pittorica e inesausta ricchezza creativa.

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Venezia, 4 giugno – 4 settembre 2016

Il Françoise Calcagno Art Studio ospiterà da domani la nuova collettiva degli artisti del Gruppo Boiler intitolata “On Air”. La mostra prende spunto dal disegno di paesaggio di Leonardo da Vinci definita dalla critica come “la prima opera di Leonardo datata di cui si abbia conoscenza e primo disegno di puro paesaggio dell’arte occidentale” dalla Guida Ufficiale Firenze Musei. Il tema della nuova mostra Boiler prende l’idea dal paesaggio disegnato da Leonardo da Vinci ma lo considera nel senso più ampio del termine, andando alla ricerca di una comunicazione reale fra gli artisti stessi e fra gli artisti e il pubblico nella convinzione che sia fondamentale il rispetto e la promozione del territorio in cui viviamo. Il messaggio che gli artisti vogliono lanciare è quello di sviluppare le potenzialità e i benefici che si possono ottenere attraverso una comunicazione profonda basata sulla ricerca di ciò che davvero ci accomuna con l’altro e ci connette profondamente al nostro ambiente. L’inaugurazione della mostra vedrà la partecipazione di Sandro Danesi, economista e Dottore di Ricerca in Politica Economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha pubblicato una guida turistica che descrive i luoghi natali di Leonardo dal titolo “Diario di Viaggio nei territori disegna da Leonardo da Vinci” ed in particolare racconta e illustra le bellezze e le eccellenze presenti nel paesaggio da lui disegnato, compreso lungo l’asse Firenze-Prato-Pistoia-Lucca, consentendo al viaggiatore di conoscere e di riconoscere ciò che caratterizza e distingue quello splendido territorio, al fine di proporre un’esperienza volta alla scoperta di luoghi, di colori, di personaggi, di sapori, di tradizioni e di emozioni, che rimarranno impressi nella memoria.

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Roma, 8 giugno – 11 settembre 2016

Oramai duecento anni fa veniva pubblicata la prima parte del “Viaggio in Italia” di Goethe e per l’occasione la Casa di Goethe ha deciso di invitare tre artiste che vivono a Roma a confrontarsi con il celebre testo.
La prima è Michaela Maria Langenstein il cui lavoro artistico è influenzato in modo determinante dall’Italia e dall’ambiente naturale di questa sua patria elettiva. Langenstein ha realizzato numerosi “ritratti di piante” e fotogrammi di piante viste in diversi luoghi, tra cui nel giardino botanico di Padova dove si trova la cosiddetta “palma di Goethe”, e le sue fotografie in bianco e nero mostrano strutture di foglie e vegetali.
Da sempre Elisa Montessori sperimenta invece diverse tecniche artistiche. Negli ultimi anni si è confrontata intensamente con Goethe, e soprattutto con i suoi lavori scientifici, è infatti affascinata dalla versatilità dell’autore e vede nella sua idea della Urpflanze il bisogno di riportare la realtà ad un unico principio che per lei rappresenta l’obiettivo di qualsiasi forma artistica. Oltre ai suoi dipinti ad olio e ai disegni, la mostra presenta alcuni dei suoi numerosi libri d’artista, con numerosi e svariati disegni dedicati agli studi botanici di Goethe. Il libro è inteso come variante morfologica, che, attraverso la lettura e lo sfogliare delle sue pagine, rappresenta la metamorfosi dell’apprendimento e della crescita – e quindi del tempo. Anche l’artista Claudia Peill è nata a Genova ma nel suo lavoro predominano le fotografie, sulle quali interviene con la pittura. Ispiratasi al “Viaggio in Italia”, l’artista ha ideato appositamente per questa mostra dei polittici di grande formato, che suggeriscono il concetto del movimento. Essa ha infatti ripercorso il viaggio che Goethe ha compiuto verso se stesso, interpretandolo non come un cammino verso una mèta concreta, ma come un complesso percorso umano ed artistico.

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Milano, 11 giugno – 26 novembre 2016

Il Premio Bugatti-Segantini è una delle manifestazioni d’arte contemporanea più longeve all’interno del panorama italiano e in oltre cinquant’anni di storia ha ospitato artisti e curatori di assoluto rilievo. Per questa edizione, tradizione e innovazione si incontrano regalando al pubblico una stagione assolutamente da non perdere. Dall’11 giugno al 26 novembre nelle splendide sale di Villa Brivio e Villa Vertua messe a disposizione dal Comune di Nova Milanese, saranno dunque ospitate le mostre e gli eventi relativi alla 57ª edizione del Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini.
Fino al 6 luglio saranno allestiti gli eventi inaugurali più importanti: il Premio alla Carriera, curato per il terzo anno consecutivo dal critico d’arte e docente Giovanni Iovane; la Sezione Under 35 quest’anno affidata al collettivo OUT44; la Sezione Internazionale dedicata al disegno, e la prima parte della Sezione dedicata ai Progetti Speciali con l’associazione Frequente che presenta “Auditiva”. Il progetto del Bice Bugatti Club vede invece la collaborazione con Proyecto mARTadero (Cochabamba – Bolivia) e Building Bridges Art Foundation (Los Angeles). Le installazioni coinvolgeranno il pubblico in un’esperienza fisica con il suono, una dimensione inedita in cui architettura, ascolto attivo e relazione dialogano in equilibrio. Il 17 giugno invece sarà possibile partecipare nel cortile di Villa Brivio alla “Cena con l’arte”, organizzata dall’Associazione Philo. Musica e conviviali con l’esibizione dei giovani allievi del Centro Musica Insieme. Dopo la pausa estiva, l’edizione del Premio continuerà con una sezione speciale a cura del collettivo Parasite 2.0: il progetto “Re-Drawing the theory \ Re-Drawing the House” vede invitati giovani architetti, designer e artisti a riflettere tramite lo strumento del disegno il tema dello spazio domestico.

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Perugia, 11 giugno data unica

Nell’ambito della 35a Stagione Concertistica degli Amici della Musica di Foligno, sabato 11 giugno alle ore 17 presso la sala conferenze di Palazzo Trinci si terrà una Lectio Magistralis su “L’ultimo Michelangelo pittore” del Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani. Dopo l’intervento dello storico dell’arte sarà proiettato il documentario “Michelangelo sconosciuto. Gli affreschi della Cappella Paolina” per la regia di Nino Criscenti, racconto in video di Antonio Paolucci – Land Comunicazioni, 2014. Per la prima volta si entra nella Cappella Paolina, attigua alla Sistina ma, a differenza di questa, non aperta al pubblico in quanto cappella privata del Papa e della famiglia ponti­ficia. Sei metri e sessanta per sei e venticinque misura ciascuno dei due “quadroni” dipinti ad affresco dall’artista sulle pareti della Paolina, un’impresa sofferta: Michelangelo si mette all’opera che ha 67 anni e fi­nisce quasi dieci anni dopo. Nel documentario, Antonio Paolucci racconta la storia di questa tormentata e sconosciuta opera portata a termine in un arco di tempo doppio rispetto a quello che lo stesso artista aveva impiegato per i mille metri quadrati della volta della Sistina.

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Milano, 15 giugno – 31 agosto 2015

Presso Spazio Oberdan Milano fino alla fine di agosto, sarà allestita la mostra “Milanifesto. I Film girati a Milano” organizzata dall’associazione culturale “Work in art” in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana. “Milanifesto” è una mostra che parla di Milano attraverso il cinema con una selezione di manifesti di film girati nella metropoli milanese negli anni ‘60 ‘70 e ‘80 provenienti dalla importante collezione privata di Vito Elia. Per il periodo della mostra verranno organizzati anche alcune proiezioni dei titoli più importanti. Tre gli appuntamenti in questo mese di giugno, tutti presentati in pellicole 35mm provenienti dall’archivio della Cineteca Nazionale di Roma: i rari La rimpatriata (D. Damiani) e Svegliati e uccidi (C. Lizzani), mai editati in dvd, e il classico Banditi a Milano (C. Lizzani).

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Milano, 23 giugno – 18 luglio 2016

L’edizione 2016 della Milanesiana dedicata alla vanità, vede in programma quasi 50 appuntamenti, con oltre 100 ospiti internazionali e 6 mostre. Il festival spazia tra diversi saperi e avrà una ancora maggiore diffusione nella città, nelle sue biblioteche, teatri, centri culturali, università, luoghi dell’impresa. La Milanesiana sarà come sempre contraddistinta da una forte vocazione internazionale – confermandosi una finestra aperta sul mondo della letteratura, della musica, del cinema – e data la coabitazione oltre che a Milano anche a Torino e Firenze, si svilupperà nei seguenti spazi:
A Milano: Teatro Dal Verme, Piccolo Teatro Paolo Grassi, Teatro Franco Parenti, Teatro Carcano, Sala Buzzati – Fondazione Corriere della Sera, Biblioteca Valvassori Peroni, Palazzo Corio Casati e il Salone centrale della Banca Popolare di Milano, The Bridge – Università IULM, Politecnico di Milano, Palazzo Edison, Chiesa di San Marco, Sala Mattioli – Intesa Sanpaolo, BMW Milano City Sales Outlet, Museo Branca, Spazio Oberdan, Galleria Jannone, Sala degli Azionisti-Palazzo Edison, Circolo dei Lettori-Fondazione Pini.
A Torino: Circolo dei Lettori e Reggia di Venaria Reale
A Firenze: Galleria Tornabuoni Arte
Per riannodare i fili con la sua ultima edizione che si era chiusa con lo straordinario incontro con l’astronauta Samantha Cristoforetti, La Milanesiana esordisce quest anno con i dieci piloti delle Frecce Tricolori in carne e ossa e il comandante Jan Slangen, insieme alla Fanfara dell’Aeronautica Militare, dopo il saluto del ministro Dario Franceschini e il Generale Settimo Caputo e il prologo del Premio Strega Edoardo Nesi. Successivamente nella Chiesa di San Marco, una delle nuove sedi diffuse del Festival, Antonio Ballista dedicherà uno straordinario concerto a Umberto Eco, proponendo un programma che mescola musica alta, spiritosa e jazz, che il grande semiologo avrebbe di certo amato.

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Modena,  24 giugno – 18 settembre 2016

Fino a metà settembre la Galleria civica di Modena, nella sede della Palazzina dei Giardini, ospiterà una mostra che indaga il fenomeno della street art. L’esposizione dal titolo “1984. Evoluzione e rigenerazione del writing”, curata da Pietro Rivasi e prodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con la Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti di Modena, offrirà un panorama delle molteplici evoluzioni dell’arte di strada, prendendo in esame alcuni dei suoi più significativi artisti, quali Taps & Moses™, Olivier Kosta-Thefaine, PAL Crew, che stanno gettando le future basi estetiche e teoriche di questa forma di espressione. Modena può contare su una solida tradizione legata alla street art che ha preso avvio nel 1981 con la presenza in città di Jean-Michel Basquiat per la sua personale alla galleria di Emilio Mazzoli ed è proseguita grazie alle attività di Icone, della Fondazione Giorgio De Mitri e delle gallerie Avia Pervia e D406. La Biblioteca Luigi Poletti inoltre, vanta uno dei più importanti patrimoni a livello nazionale per quanto riguarda la documentazione di writing e street art. La mostra svelerà in che modo i writers si sono adattati alla società e al tempo: alcuni di essi hanno cercato di rinnovarsi nel linguaggio e nei codici, altri hanno trasferito l’esperienza di strada in una forma d’arte più classica destinata alle gallerie e agli spazi istituzionali, altri ancora hanno proseguito con ostinazione lo spirito originario dei pionieri newyorkesi. Due sono le sezioni che compongono il percorso espositivo: nella prima, si darà conto dell’aspetto più strettamente documentario con foto, video e installazioni di Zelle Asphaltkultur, Taps & Moses™, BBS Crew, Fra32, Sauli Sirviö, Porto.
Di particolare interesse saranno “Never going home”, il filmato che racconta la vita randagia di Utah ed Ether, due jet setter del writing internazionale, durante un viaggio in Giappone, e una installazione video dal titolo “Writers’ bench” curata da Spraytrains.com.
Il materiale di documentazione riveste un’importanza fondamentale per costruire la storia degli interventi urbani non commissionati, effimeri per loro natura a causa dell’esposizione agli eventi atmosferici, delle cancellazioni effettuate dalle autorità e degli interventi di altri autori che modificano le opere già esistenti. Il reperimento e lo studio di questi supporti, per lo più cartacei, è quindi uno strumento indispensabile per comprendere il percorso di artisti ormai affermati, che hanno iniziato il loro percorso scrivendo firme sui muri, così come è fondamentale per chiarire la differenza tra writing, street art e muralismo.

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Rovereto, 25 giugno – 9 ottobre 2016

“I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo” è un grande programma internazionale che ruota attorno a un preciso periodo storico e a un nucleo di capolavori italiani.
Il progetto si concretizza in due mostre diverse: la prima alla Fundación MAPFRE di Madrid che si concluderà il 5 giugno e la seconda che sarà aperta al Mart di Rovereto fino al 9 ottobre. Due tappe di uno stesso viaggio, due mostre che raccontano l’arte dei maestri italiani che vissero tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Furono questi i pittori che introdussero il rivoluzionario cambiamento di mentalità su cui poggiano le proprie basi le avanguardie del ’900, in particolare il Futurismo. Con questo progetto il Mart rinnova proficue collaborazioni internazionali e valorizza, ancora una volta, il proprio patrimonio in Italia e all’estero.
L’esposizione presenta oltre 80 opere in sei sezioni cronologiche e tematiche: Il Divisionismo tra vero e simbolo; La luce della natura; La declinazione simbolista. Una “pittura di idee”; La declinazione realista. L’impegno sociale; Verso il futurismo; La pittura futurista. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalle Collezioni del Mart, arricchita da prestigiosi prestiti pubblici e privati, la mostra narra le origini e lo sviluppo del Divisionismo in un dialogo esplicito con il Futurismo.

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Siena, 28 giugno – 2 ottobre 2016

Si apre a fine mese presso il complesso museale Santa Maria della Scala di Siena, la mostra “Francesco Clemente. Fiori d’inverno a New York” curata da Max Seidel con la collaborazione di Carlotta Castellani. Con questa mostra Clemente rende omaggio a Siena, città che già nel 2012 ha dimostrato un vivo interesse per la sua arte con la prestigiosa nomina per l’esecuzione del drappellone del Palio. In seguito a tale collaborazione, l’artista ha realizzato dieci opere inedite suddivise in due cicli distinti da esporre nella città: si tratta di dieci tele di grande formato realizzate dal pittore napoletano a New York a partire dal 2010 ed esposte per la prima volta a Siena. La serie dei “Fiori d’inverno a New York” nasce in collaborazione con la moglie dell’artista, Alba Primiceri, nota attrice e coreografa, la quale ha scelto alcuni fiori presenti a New York nei mesi invernali che hanno costituito la base per una rielaborazione pittorica da parte di Francesco Clemente, contraddistinta dall’accurata selezione dei pigmenti di origine vegetale utilizzati per ciascun lavoro. Come afferma Daniele Pittèri, direttore del complesso museale Santa Maria della Scala di Siena: “Quando penso a Francesco Clemente penso alla pelle. Le sue opere mi hanno sempre rimandato l’idea di poggiare su superfici sensibili. Segni leggeri eppure simbolicamente densi, anche quando autoritraggono l’artista, piccoli graffi sull’epidermide, tracce che entrano dentro invadendo un poco alla volta il corpo”. Sono presenti in mostra anche le opere della serie “l’Albero della vita” che rappresenta la summa del linguaggio adottato dall’artista fin dai suoi esordi, con riferimenti ad alcuni motivi presenti nella sua produzione e collegati al tema del ciclo della vita. L’iconografia di Clemente attinge liberamente dalle fonti più svariate come la mitologia classica, il buddhismo, la storia e la letteratura orientali e l’immaginario contemporaneo, ma in essa è particolarmente evidente l’interesse per le tradizioni contemplative dell’India, paese dove l’artista ha vissuto per lunghi periodi fin dai primi anni Settanta e dove continua a soggiornare per molti mesi l’anno.

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 Grandi manifestazioni ed eventi in tutta Italia e come sempre oltre a segnalarveli, vi invitiamo a partecipare numerosi!

 

fonte: http://www.arte.it

info: http://www.museomacro.org; http://www.villapisani.beniculturali.it; http://www.calcagnoartstudio.com; www.casadigoethe.it; www.premiobicebugattisegantini.it; info@amicimusicafoligno.it; http://www.oberdan.cinetecamilano.it; www.lamilanesiana.eu; www.galleriacivicadimodena.it; www.mart.trento.it; www.santamariadellascala.com

 

 

“CalendART” Maggio 2016, con la bella stagione gli eventi si moltiplicano

Cari lettori,

qui il tempo vola, la primavera sembra essere definitivamente cominciata e maggio è già arrivato! Moltissime sono le novità, andiamo a scoprirle insieme.

Verona, 2 maggio – 30 luglio 2016

Cristiano Seganfreddo, curatore del fortunato format i7 – Spazi Indipendenti, invita associazioni no profit e collettivi impegnati nei linguaggi del contemporaneo a una riflessione sul tema della cultura collaborativa. Il contest andrà a selezionare 15 realtà, che saranno ospitate alla 12a edizione di ArtVerona | Art Project Fair, con le progettualità ritenute più interessanti in risposta a temi quali la trasformazione delle economie, il cambiamento delle professioni, la nascita di nuove forme di relazione e aggregazione.
i7 sarà un luogo di dialogo continuo e progettazione allargata con una serie di ospiti che si confronteranno con indipendenti, galleristi, collezionisti, e, ovviamente, artisti. Per una sharing art. Lo spazio persegue infatti l’intento originario di dare visibilità alle più interessanti realtà artistiche e sperimentali italiane, che si muovono in maniera autonoma ed emancipata rispetto al sistema istituzionale e che sono spesso catalizzatrici di nuove tendenze. Un’operazione innovativa, che coinvolge un pubblico ampio e diversificato e che permette l’inedito incontro tra soggetti indipendenti, stakeholder e opinion leader del mondo dell’arte, creando all’interno di ArtVerona una sezione interamente dedicata a spazi no-profit, associazioni, fondazioni, collettivi, impegnati in percorsi autonomi di ricerca e sperimentazione in ambito contemporaneo. Il sito a cui fare affidamento per info e regolamento lo trovate a fine post.

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Roma, 4 maggio – 31 luglio 2016

“Peregrinatio Sancta. Le Bolle dei Giubilei dall’Archivio Segreto Vaticano” è un’esposizione unica che raccoglie le Bolle dei Giubilei, dal primo della storia indetto da papa Bonifacio VIII nel 1300 fino all’ultimo Grande Giubileo indetto da Giovanni Paolo II nel 2000. Organizzata dall’Opera Romana Pellegrinaggi presso il Palazzo del Vicariato Vecchio, la mostra rende visibili per la prima volta al pubblico le bolle di indizione dei Giubilei Ordinari conservate presso l’Archivio Segreto Vaticano. Di norma questi documenti non sono accessibili ma in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia, indetto da papa Francesco, è possibile ammirare le bolle originali e scoprirne il significato e l’importanza dal punto di vista storico. In esposizione anche tre bolle conservate presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e un incunabolo conservato presso la Biblioteca Casanatense.

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Venezia, 4 maggio – 15 giugno 2016

Prende il via mercoledì 4 maggio con un approfondimento sulla figura di Vittorio Cini collezionista a cura di Alessandro Martoni, il ciclo primaverile delle Conversazioni d’Arte a Palazzo Cini: sei incontri in cui ogni mercoledì studiosi ed esperti guideranno i visitatori tra i capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini, straordinaria mostra che riunisce per la prima volta il pregevole nucleo di pittura veneta del mecenate ferrarese, dal Trecento al Settecento. Questo il programma:

– 11 maggio. Il Trecento e le tecniche di lavorazioni auree. A partire dalle 17.30, l’incontro sarà a cura di Valeria Poletto, direttrice del Gabinetto disegni e stampe delle Gallerie dell’Accademia.

18 maggio. A partire dalle 17 con Paola Marini, Direttrice delle Gallerie dell’Accademia, verrà presentato “L’evangelista Marco” di Andrea Mantegna, in prestito dallo Städel Museum di Francoforte fino al 13 giugno.

25 maggio. La pittura veneziana del Trecento. A partire dalle 17.30 intervento di Cristina Guarnieri.

8 giugno. Il Settecento nello spirito eclettico dei fratelli Giannantonio e Francesco Guardi. Dalle 17.30 approfondimento della storica dell’arte Debora Tosato

15 giugno. Iconografia del San Giorgio di Tiziano. Approfondimenti a cura della la storica dell’arte Loredana Ravanello a partire dalle 17.30

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Milano, 5 – 17 maggio 2016

“L’acqua non oppone resistenza. L’acqua scorre. Quando immergi una mano nell’acqua senti solo una carezza. (…) Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l’acqua.” (M. Atwood). Il soggetto dell’acqua è ricorrente nella poetica di Aldo Salucci: decontestualizzata dal suo habitat, viene fotografata – l’idea del dagherrotipo è vincente – e spostata in un ambiente privato, con la volontà di poterne godere i benefici visivi e cinestetici proprio al di fuori del suo ecosistema naturale. Ciò che è in natura secondo l’artista è comunque associabile alla perfezione, anche se è allo stato grezzo o embrionale. Abbinando questo pensiero ad una fotografia tecnicamente impeccabile, si scorge un paesaggio naturale che al contempo non è reale in quanto è idealizzato, interiorizzato, sensoriale.
L’idea di fondo di queste opere è quella filosofico-estetica, dove la ricerca della perfezione ideale è portante tanto quanto l’intento che ne scaturisce è una sana sensazione di pace, di apprezzamento della natura, perfetta in quanto tale.

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Treviso, 12 – 14 maggio 2016

Nell’’Asia centrale, sparsi lungo il versante settentrionale della catena montuosa del Tien Shan, rimangono frammenti dell’’immensa e antica foresta che milioni di anni fa, nel Terziario, faceva crescere al suo interno decine di specie all’’origine dei frutti che accompagnano la storia dell’’uomo. A questo sistema di foreste e ai molti temi posti da questi luoghi e dalla fragile condizione che essi condividono con le attività e la cultura dell’’uomo, il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha scelto di dedicare la campagna di studio e di attenzioni della XXVII edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino.
La campagna di attenzioni del Premio Carlo Scarpa 2016 iniziata a Milano con la conferenza stampa del 17 marzo, prosegue a Treviso nella sede della Fondazione Benetton Studi Ricerche con la conferenza del 12 maggio e le giornate pubbliche di ve­nerdì 13 e sabato 14 maggio, che prevedono l’’inaugurazione di un’’esposizione, un seminario pubblico e la pubblicazione di un dossier dedicati a “Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan”. Infine avrà luogo, presso il Teatro Comunale della città, la cerimonia di consegna ai responsabili del luogo del sigillo disegnato proprio da Carlo Scarpa. La campagna proseguirà con altre iniziative pubbliche anche a carattere internazionale nel corso dell’’anno, in particolare ad Almaty, antica capitale del Kazakistan.

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Firenze, 17 maggio – 4 settembre 2016

Trentasette opere fra disegni e stampe, per lo più mai viste dal pubblico, riferibili ai primi trent’anni circa del Novecento saranno visibili da metà maggio nel Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi in occasione dell’esposizione “Sguardi sul Novecento. Disegni di artisti italiani tra le due guerre”. Rappresentazioni di figure, volti, autoritratti carichi di profonde espressività che innestano giochi psicologici di sguardi tra l’artista e il personaggio ritratto e tra costui e lo spettatore. Tra gli autori selezionati troviamo Jacques Villon, Alberto Giacometti, Anders Zorn, e ancora Ram e Thayat, Giovanni Costetti, Giuseppe Lunardi, Pietro Bugiani, Giuseppe Lanza del Vasto e Marino Marini.

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Milano, 20 – 22 maggio 2016

Sono trascorsi 8 anni da quando Renato Marcialis presentò per la prima volta “Caravaggio in Cucina”, progetto fotografico in continua evoluzione nel quale, grazie alla tecnica del light painting, l’artista disegna con luce caravaggesca i volumi di alimenti, frutta ed ortaggi, dando vita ad immagini pittoriche che, come nei quadri di Caravaggio, improvvisamente escono dal buio della scena. In occasione dei 60 anni dell’autore, “Caravaggio in Cucina” torna a mostrarsi al pubblico attraverso un’esposizione unica di 60 foto presentate presso lo Studio Renato Marcialis, luogo in cui il progetto ha preso forma e dove il pubblico sarà accolto nelle ambientazioni fatte di oggetti ricercati e di antiquariato della gastronomia italiana, luci, atmosfere e colori che hanno fatto da culla a queste opere più che da mera cornice. Autore di scatti affascinanti e originali e con quarant’anni di esperienza nella fotografia enogastronomica, Marcialis ha collaborato alla realizzazione di circa cento libri, ricettari e cataloghi. Dalle sue sperimentazioni sulla luce è nato il progetto “Caravaggio in Cucina”, una collezione in continua evoluzione di nature morte dove il soggetto è illuminato con una fonte di luce assai potente ma concentrata, senza però l’ausilio della “magia” di Photoshop.“…e riposto il pennello, disegnai con un raggio di luce, forme e colori, altresì nascosti da una incommensurabile oscurità.” Nulla di meglio di questa concisa frase, spiega la tecnica fotografica delle mie immagini. Il tipico pennello del pittore intriso di colori, in questo caso è sostituito da un ugual pennello dal quale al posto dei colori, scaturisce un raggio di luce con cui illumino, dove ritengo opportuno, i soggetti posizionati in una accurata composizione.” (R.Marcialis). A divertente contrappunto delle immagini seriose, Marcialis associa un titolo dal sapore poetico e dalla sfumatura ironica, come “Estrema protezione” in cui si vedono dei carciofi con le spine legati da uno spago in un bouquet da sposa, oppure “Mai smettere di sognare” in cui è ritratta una donna che con sguardo pensieroso è assorta nell’atto di tagliare una verza.

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Foggia, 22 maggio – 16 ottobre 2016 

Prenderà il via il 22 maggio con una grande festa la rassegna “Buon Compleanno Paz!”, una serie di eventi programmati con i quali la Città di San Severo (FG), attraverso l’Assessorato alla Cultura, il MAT Museo dell’Alto Tavoliere e il suo SPLASH! Archivio “Andrea Pazienza”, intende festeggiare quello che sarebbe stato il 60° compleanno del poliedrico artista Andrea Pazienza e promuovere ulteriormente il media fumetto.  A partire dalle 19.30 infatti si svolgerà una serata omaggio a Paz durante la quale amici, familiari e colleghi gli renderanno il giusto tributo attraverso testimonianze dirette e proiezione di brevi clip e video registrati per l’occasione.
Ospite d’onore della serata sarà il vignettista satirico e giornalista Vincenzo Gallo, alias Vincino protagonista con Paz di avventure satirico-giornalistiche su riviste come “Il Male”, che diresse per ben quattro anni, “Ottovolante”, “Zut”, “Avaj” e “Tango”.
Durante la serata sarà inoltre inaugurata la mostra “Buon Compleanno Paz!”, una collettiva con sessanta autori di fumetti, vignette e illustrazioni di rilievo nazionale e internazionale, ognuno dei quali renderà il suo personale regalo disegnato. Un omaggio all’arte di Andrea Pazienza dal mondo che lo ha visto protagonista per oltre un decennio, dal 1977 fino al 1988, anno della sua scomparsa.  L’entusiasmo con cui gli autori coinvolti hanno aderito hanno fatto si che già ad apertura della mostra gli omaggi dedicati a Paz saranno maggiori rispetto ai 60 preventivati. Inoltre il numero delle opere crescerà ulteriormente durante l’esposizione. L’esposizione, curata da Antonello Vigliaroli e da Elena Antonucci sarà visitabile fino a domenica 16 ottobre. Oltre alla mostra collettiva, nel corso della rassegna, saranno organizzati incontri con autori e giornalisti, presentazioni di fumetti, laboratori, workshop, live painting, proiezioni, concerti, dj set e altro ancora.

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Roma, 26 maggio – 18 settembre 2016

Con oltre 70.000 scatti realizzati dagli anni Venti agli anni Ottanta, oltre a tanti volumi, articoli e commenti di critica fotografica, Domon Ken è considerato il maestro assoluto della fotografia giapponese, nonché il principale promotore del realismo come unico approccio possibile. Un percorso via via sempre più definito e costante che lo ha visto passare dalla fotografia di propaganda durante la guerra a una fotografia come missione di vita, alla ricerca del proprio Giappone: quello affascinante e silenzioso dei templi antichi, delle sculture buddiste, del teatro di burattini. Quello seducente e vivo dei volti di personaggi famosi, come quello umile di bambini di strada fino al Giappone più miseo dei villaggi di minatori, per giungere infine all’opera più sconvolgente e moderna che mostra Hiroshima e le sue ferite ancora aperte.

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Venezia, 28 maggio – 27 novembre 2016

La 15a Mostra Internazionale di Architettura partirà il 28 maggio e a proposito del tema scelto, REPORTING FROM THE FRONT, il curatore Alejandro Aravena dice: “Ci sono ancora molte battaglie da vincere e molte frontiere che occorre ancora espandere per poter migliorare la qualità dell’ambiente edificato e, di conseguenza, la qualità di vita delle persone. (…). REPORTING FROM THE FRONT si propone di mostrare a un pubblico più vasto cosa significa migliorare la qualità della vita mentre si lavora al limite, in circostanze difficili, affrontando sfide impellenti. O cosa occorre per essere in prima linea e cercare di conquistare nuovi territori. Vorremmo imparare da quelle architetture che, nonostante la scarsità di mezzi, esaltano ciò che è disponibile invece di protestare per ciò che manca. (…). Pertanto la 15. Mostra Internazionale di Architettura si concentrerà e imparerà dalle architetture che, bilanciando intelligenza e intuizione, sono in grado di scostarsi dallo status quo. Vorremmo presentare degli esempi che, nonostante le difficoltà (o forse anche grazie a esse), invece di esprimere rassegnazione e amarezza, propongano e realizzino qualcosa. Vorremmo dimostrare che nel perenne dibattito sulla qualità dell’ambiente edificato, non c’è solo il bisogno ma anche lo spazio per l’azione”. La 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia presenterà come di consueto le Partecipazioni nazionali, con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. Anche per questa edizione si prevedono inoltre selezionati Eventi Collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia.

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Mandateci i vostri commenti alle mostre che più vi sono piaciute o vi hanno interessato, vi aspettiamo presto con molte altre novità.

 

fonte: http://www.artribune.com; http://www.arte.it

info: http://www.artverona.it; http://www.operaromanapellegrinaggi.org; http://www.palazzocini.it; www.statuto13.it; www.fsbsr.it; www.polomuseale.firenze.it; www.caravaggioincucina.it; museocivicosansevero@alice.it; www.arapacis.it; www.labiennale.org